Lettera di Viola, 10 Ottobre 2014

Carissimi tutti voi che ci sostenete,

la scuola non è affondata e c’è da sperare che resista visto che i fatti politici e la mancanza di fondi ritardano la continuazione dell’ormai famoso porto di Vizhinjam, i lavori fervevano fino a poco fa, sembra sempre che siano ad un buon punto, ma la mole dell’impresa è mastodontica quindi ogni difficoltà rallenta oppure interrompe come ora il flusso degli eventi e tutto si ferma portando con se benessere per chi non deve più lasciare la casa, malessere per chi finalmente ha trovato un lavoro come operaio, carpentiere, ingegnere e aveva tirato un sospiro di sollievo, confusione per chi sta nel mezzo e non sa mai cosa succede.

Ovvio che queste difficoltà planetarie in India come in tutti i paesi che vivono condizioni estreme di povertà hanno un risvolto più evidente in quanto i poveri, che a tutt’oggi sono più di un terzo della popolazione, non hanno alcuna voce, non possono scegliere, ma solo accettare gli eventi lottando quotidianamente per trovare il pasto quotidiano.

Non ho potuto fare a meno di considerare quanto mi sia stato utile imparare dai pescatori, dagli abitanti del villaggio, da quanti presi alle strette da problemi FORTI non hanno altro da fare che sperare e credere fortemente a soluzioni impossibili andando quindi verso queste soluzioni, laddove nessun essere pensante lo farebbe… eppure è proprio questo parte della loro salvezza, della loro crescita.

Ho ricevuto molte lettere da parte di ex alunni del Plato Studies Center che si sono preoccupati più di altri al villaggio proprio perché la cultura ha permesso loro di aprire gli occhi e di fare considerazioni che invece genitori, nonni e zii spesso non erano in grado di fare demandando qualsiasi pena in più ad un fatalismo che come ho raccontato più volte rasenta il fantastico, ma che ha anche il suo aspetto positivo. “Niente allarmi finchè si può”.

Ovvio che il tutto è soltanto rimandato di qualche mese, ma qualche mese qua, qualche mese là sono passati anni… Intanto i nuovi pulcini hanno sperimentato il Plato, molti già preparati da fratelli e cugini che in precedenza hanno fatto parte del gruppo alunni e che in qualche modo rappresentano uno status nel villaggio…”quelli del Plato”, i privilegiati.

Stiamo ricompattando sempre di più i vecchi alunni, quelli che c’erano fin dal principio e che oggi vorrebbero, non tutti, ma molti lavorare con noi al Plato.

E’ molto interessante vedere come sono cresciuti questi ragazzi a tutt’oggi poverissimi, ma in grado non solo di leggere e scrivere, ma di capire, operare nel lavoro ed essere in alcuni casi addirittura competitivi. E’ interessante e commovente tutto ciò, mostra di loro una condizione particolare, un modo di pensare da ragazzi giovani esuberanti, curiosi, ma anche da ragazzi assennati, i più lo sono e non provano nessun fastidio né costrizione ad esserlo.

E’ come se la povertà che ha fatto sempre da padrona nella loro vita avesse lasciato intatto uno strumento che si fa via via sempre più raro nel mondo occidentale, quello di essere responsabili. Forti di principi, di solidità, di affidabilità, forti di sentimenti e di aiuto reciproco, di ideali e di spirito di adattamento reale.

Ragazzi forti in azione in cui la cultura sta lasciando segni importanti, radici profonde e io spero che daranno buoni frutti.

Constatare questo è grande motivo di gioia per me, il Plato è nato per questo, chi ci segue da anni lo sa, non solo per dar da mangiare alla povera gente, ma per dare dignità e stessi diritti anche a chi non può, a chi non avrebbe mai pensato di poter raggiungere la meta.

Chi di loro viene nella nostra scuola lo fa per trainare i piccoli, fare da mediatori con i loro genitori e il Plato, far si che non si perda il seme e che l’idea possa continuare.

Grazie sempre per l’aiuto che continuate a darci, grazie di cuore.

Dal nuovo anno noi saremo in loco, spero in una vostra visita, sia di chi già conosce la scuola e l’India, sia di chi viene per la prima volta.

E’ sempre un’esperienza indimenticabile.

 

La Fondatrice

Valeria Viola Padovani