Lettera di Viola | Settembre 2015

Settembre 2015

 Carissimi tutti voi che ci sostenete,

innanzitutto grazie per gli aiuti che in vari modi, forme,azioni e incoraggiamenti ci avete portato al Centro Studi Platone sia per la scuola in India che per l’emergenza Nepal.

In questi mesi e per i prossimi siamo molto attivi sia sul territorio nepalese che su quello indiano, da maggio abbiamo sostenuto il Progetto di aiuto post-terremoto in Nepal, in varie forme sia per essere sicuri del “buon fine”, sia perché scegliere chi aiutare è sempre molto difficile e nel dubbio abbiamo scelto i rapporti, le persone che conosciamo da anni, quelli di cui ci fidiamo, coloro con i quali abbiamo già avuto esperienze in loco dove siamo presenti ormai da più di quindici anni. Dalla forza e la serenità di questi rapporti, si è aperta a raggiera una situazione molto ampia e soprattutto la certezza di essere arrivati proprio dove volevamo. AD AIUTARE FATTIVAMENTE. Chi mi segue da anni, sa come io abbia più volte contestato le forme di donazioni provenienti dall’occidente, a volte approssimative, senza buona organizzazione, altre addirittura nulle, finite chissà dove o inutili, (giacche a vento a Sumatra). L’obiettivo principale era quindi capire come muoversi e poi raggiungere lo scopo!!!

Ora siamo in partenza, con me anche Gerardo, mio marito che solitamente mi affianca e conosce la zona perché ha una grande passione per il trekking. Con grandissima emozione ripercorreremo il percorso di sostegno attivato in questi mesi e che ovviamente non potrà certo aver fine in breve tempo ora che a malapena le persone stanno rialzando la testa. Certo che esiste una straordinaria collaborazione tra la gente di questo popolo. Vi riscriverò quindi a breve dopo aver raccolto da vicino le impressioni e le realizzazioni ottenute.

Ora passiamo all’India…ecco che il grande e temutissimo momento è arriavato. Potete verificarlo anche sul WEB, la costruzione del porto di Vizhinjam, ma come sapete dalle mie lettere precedenti non si sa mai. Questa volta siamo certi, ahimè, siamo certi di dover lasciare, ma NON SI SA MAI è una sorta di PRE-PENSIERO che accompagna qualsiasi cambiamento si proponga ancora e di nuovo. L’esperienza mi ha insegnato questo!

A scuola come sempre, tutto procede come se niente fosse, anche questo lo sapete già, ma continuare ad assistere a questo fatalismo genera sempre stupore in me, nonostante i tanti anni in loco. Quindi i bambini studiano, le mamme ringraziano e noi stiamo in attesa.

Intanto ci sono lotte e polemiche circa il trasferimento dei pescatori, è mai pensabile spostare gli alloggi di gente che conosce solo il mare in mezzo alla campagna? Come potrebbero sopravvivere? Non è pensabile, qui per la gente di questo villaggio non è affatto possibile, quello è il loro lavoro e non ne conoscono nessun altro, la loro mente non concepisce altro e tra la situazione attuale e l’ adattamento occorrerebbe sicuramente un tempo probabilmente anche molto lungo e quando si muore di fame è tutto molto più complesso.

Se poi sposto l’attenzione solo sui bambini ecco che il senso d’impotenza aumenta spaventosamente e così la preoccupazione, ma e qui torno alla visione fatalista, se ce l’abbiamo fatta fino ad ora…

Intanto mosso da una nuova energia e condizione pratica Padre Sedric che alcuni di voi conoscono e che è venuto più volte a trovarci anche in Italia, ricomincerà ad affiancarci per trovare nella giungla il luogo adatto ad ospitarci. Lui è cristiano, ma ha un cuore e una mente multireligiosa, multirazziale, è un vero prete, un uomo dal grande cuore e con una immensa serenità e accettazione.

Il vostro sostegno è stato sempre il motivo portante per CREDERE ANCORA di poter aiutare e fare qualcosa di sensato, ma nel tempo non solo ci ha consentito di dare forza e speranza oltre al famoso pasto al giorno, ma anche di portare con noi tanti giovani, molti laureati convinti di aver capito tutto e da quest’ anno finalmente ci sono gruppi che ritornano e che portano seco altri perché la cooperazione è una cosa seria e non può diventare, come in parte si rischia l’ultima modo in campo.

In India saremo da dicembre fino a primavera inoltrata, speriamo sempre nelle vostre visite per farvi incontrare quei begli occhioni che mi danno la forza, insieme a voi di continuare a credere in un mondo migliore.

Grazie ancora.

Valeria Viola Padovani