Lettera di Viola / Dicembre 2015 e Gennaio 2016

Dicembre 2015 – Gennaio 2016

Chiedo scusa a tutti per il ritardo, ma i giorni passati prima in Nepal e poi qui in India sono talmente pieni ed estremi che ho rimandato troppo a domani. Eccomi qua nel tentativo di portare chiarezza rispetto ad una situazione, specie in India che ha ben poco di chiaro. Innanzitutto si toccano con mano i cambiamenti climatici. Dicembre è il mese del sole, con la fine di Ottobre e l’inizio di Novembre finiscono i monsoni e inizia la “bella stagione”, invece questa volta non è successo.

E’ piovuto tanto, circa venti ore al giorno, quindi tutto è diventato estremamente difficile. L’umidità corrode qualsiasi cosa, siamo stati sempre un po’ bagnati. Da qualche giorno il sole fa capolino…

Questa volta il domani che aspettiamo da anni circa l’esproprio della scuola da parte del governo sembra giunto anche se io non ho più il coraggio di dirlo a nessuno, forse neanche a me stessa. Ci siamo sentite pronte ad affrontare questo momento, certe che nonostante non fossimo riuscite ad acquistare la terra perché oggi troppo costosa in qualche modo avremmo fatto…invece no! Siamo spaesate, addolorate e dubbiose di come dover e poter fare per questo futuro senza nessun punto di riferimento.

Le idee sono state tante, anche i contatti e le persone locali coinvolte, ma L’ESPERIENZA ci insegna che l’ultimo momento sarà il solo a darci notizie vere e affidabili di cosa e come affrontare la situazione. Intanto però già molte famiglie hanno subito l’esproprio della casa e sono quindi andate altrove, i più senza tetto anche se il governo garantisce loro una cifra seppur minima per le case espropriate, ma chi aveva una casa di proprietà? Conosciamo una famiglia da 17 anni, dall’inizio, che ha vissuto in affitto per 12 anni su un balcone di una casa. Abitavano lì con la figlia affetta da distrofia, incredibile!!!

Tutti questi poveri poverissimi dove andranno?

Abbiamo quindi pensato di continuare a sostenere i nostri bambini disperati, quelli cioè che vivono nelle condizioni peggiori, di non perdere le loro tracce ovviamente investendo in alcuni tutor affinche’ non li perdano di vista ed essendo sicuri di poterli inserire con il nuovo anno scolastico che ha inizio a maggio in scuole idonee alle loro necessità e al loro smarrimento. In questo modo il nostro lavoro sarà più complesso e difficile, né sappiamo con certezza se saremo in grado di riuscire al meglio, ma sicuramente faremo di tutto.

Per ora non posso dare altre notizie di questo difficilissimo momento, ma posso invece parlarvi del Nepal e degli aiuti che stiamo portando. Anche qui sono differenziati nei vari villaggi devastati dal terremoto. Il criterio con cui li abbiamo scelti è lo stesso che usiamo sempre al Centro Studi Platone.

1) Le necessità estreme.

2) La nostra possibilità di intervento. Non sempre possiamo fare ciò che vorremmo, che ci piacerebbe, che riteniamo giusto vista la burocrazia, le situazioni locali e/o tutto ciò che non riusciamo a conoscere né a comprendere vista la grande differenza di cultura.

3) L’assoluto rispetto nei confronti della Religione e dei vari credo che a volte UNISCONO, ma spesso SEPARANO e creano buchi di comunicazione, di comprensione, di possibilità.

4) Le circostanze apparentemente casuali che invece collegano quasi sempre contatti, possibilità, aiuti.

Ovviamente l’arrivo in Nepal è stato emotivamente doloroso, il terremoto ha lasciato tanta distruzione, tanta devastazione ovunque. Questa tragedia sull’estrema povertà di questa gente ha un peso enorme su tutto e su tutti. Sembra che questo popolo non potrà rialzarsi mai più. Dallo scorso Settembre il Nepal è attraversato da forti manifestazioni di protesta delle popolazioni dell’area meridionale confinante con l’India, che stanno bloccando gli approvvigionamenti sia alimentari che soprattutto energetici da quel Paese e dei quali da sempre, e specificamente in questa fase post sismica, il Nepal ha bisogno essenziale… file interminabili di auto, moto, camion e autobus che aspettano giorni, non ore, interi giorni in fila nella speranza spesso disattesa che arrivi qualcosa. Forse dalla Cina, forse dall’India???

Il turismo che è il solo elemento di sostentamento nepalese ne ha risentito moltissimo, giorni di attesa per partire con gli autobus, costi decuplicati per affittare un’auto e fuoco per cucinare, il gas non c’è. Manca!!! Anche nei ristoranti non è facile mangiare, certamente il menù è ridotto all’osso, ma si può vedere come tutti siano in grado nonostante le enormi difficoltà di cavarsela. Un popolo ammirevole!!!

Così abbiamo vissuto gli ultimi mesi e così continueremo nei prossimi vista la situazione e visto che il denaro che abbiamo portato per gli aiuti e che viene utilizzato per ridare vitalità e speranza a tanta gente spesso non è utilizzabile subito per le condizioni di cui ho accennato. C’è gente che fa chilometri a piedi per portare il minimo di sostentamento dove serve. Anche aiutare, anche potendolo fare diventa a volte impossibile.

Abbiamo visto molta gente sorridere di nuovo e con tutti i ritardi e le difficoltà siamo comunque felici di quanto abbiamo realizzato finora. Grazie per la pazienza, il sostegno, la fiducia.

La Fondatrice

Valeria Viola Padovani